[Finché il Giocatore di Scacchi fu proprietà del barone Kempelen, più di una volta fu osservato che un italiano al servizio del barone non si faceva mai vedere mentre il Turco giocava la] sua partita; in seguito, essendosi l’italiano ammalato, l’esposizione fu interrotta fino alla sua guarigione. Questo italiano diceva di non conoscere affatto il gioco degli scacchi mentre tutte le altre persone a seguito del barone lo conoscevano discretamente. Osservazioni simili sono state fatte da quando Maelzel ha acquistato l’Automa. C’è un tale Schlumberger che lo accompagna dovunque, ma che non ha altro incarico all’infuori di quello di caricare e scaricare l’Automa. Costui è di media statura e ha le spalle molto incurvate. Se sia un abile giocatore di scacchi oppure se non ne sappia nulla, lo ignoriamo. Tuttavia è certo che non lo si vede mai durante l’esposizione del Giocatore di Scacchi, sebbene lo si veda spesso prima o dopo lo spettacolo. Inoltre, qualche anno fa, Maelzel andò a [Richmond con i suoi automi, e li esibì in una casa, oggi occupata da Mister Bossieux come scuola di ballo].
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Sinossi (dal sito della casa editrice): Gioiello del giornalismo ottocentesco, questo breve saggio di Poe studia e indaga da ogni angolazione il Turco, famoso automa di giocatore di scacchi creato nel 1769 da Wolfgang von Kempelen per Maria Teresa d’Austria. Un’opera che introduce il metodo analitico che caratterizzerà le indagini di Dupin ne I delitti della Rue Morgue e ne Lo scarabeo d’oro e di molti investigatori della storia del romanzo poliziesco.
Edgar Allan Poe
Il giocatore di Scacchi di Maelzel
traduzione integrale di M. Carla Someni
Mursia, 2012
ISBN 978-88-425-46495-9
pp. 80, euro 4,90